Principali Montature: travi e terminali

Si precisa che tutto ciò che è riportato in questa sessione è solamente indicativo per ciò che concerne la realizzazione di travi e altro, poiché i diametri dei fili usati nella costruzione dei travi e terminali, le loro rispettive lunghezze nonchè la tipologia di ami usata e l’uso o meno di flotter o pop-up, variano al variare dello spot di pesca, della preda da ricercare e dalla presenza o meno di correnti e altri fattori.   

Snodo opzionale. Uno snodo opzionale che comunque tende a scorrere di meno sul filo rispetto ai classici stopper riportati nel disegno sopra. Per dare la massima tenuta vengono effettuati con lo stesso filo che si usa per fare le legature agli anelli della canna o più semplicemente, per chi ha meno dimestichezza e meno pazienza, si vendono già pronti inei negozi del settore.

Costruzione travi

LONG ARM. Una montatura classica per Surf Casting. Per la realizzazione del trave useremo un monofilo da 0,35 a  0,40 per il bracciolo dal 0,18 in poi (questo dipende dalle prede che vogliamo insidiare, dalla linpidezza o meno dellacqua e dalle correnti presenti) lungo circa da 1,50 mt a 2,00 mt. Taglieremo un 1,80 mt di monofilo  alla cui sommità applicheremo una girella senza moschettone, successivamente costruiremo lo snodo.

 Al trave va applicato uno stopper per galleggianti scorrevoli e se quest'operazione dovese risultare difficile bisogna prima passarlo su di un filo del tipo trecciato e poi successivamente sul trave (fattore chiave sempre inumidire con un pò di saliva il filo). La sequenza per realizzare lo snodo è questa: stopper-perlina-girella-perlina-stopper. Dopo aver preparato lo snodo lo si posiziona a 15 cm dalla fine del trave, ove al termine si applicherà una girella.

E’ il tipico terminale per situazioni di limitata turbolenza  che si rivela utile per invogliare all’abbocco anche  le prede più svogliate.

 

Short: Questo terminale può essere di­stinto in Short basso o Short alto (o rovesciato) in base alla posizio­ne del bracciolo che sarà uno e di lunghezza quasi sempre supe­riore al metro. Questo terminale è l'ideale per lanci tecnici o for­zati, tipo ground cast o pendola­re, permette un minor attrito in volo e può essere costruito con o senza bait clip. Selezionando l'esca, questo trave è il più indicato per la cattura della spigola.

Short Rovesciato
Short Rovesciato

Paternoster: Questo terminale di semplice realizzazione risulta particolarmente indicato in condizioni di media e alta turbolenza.

Il trave, realizzato con nylon spesso ma non più spesso dello shock leader,dovrà essere lungo da un minimo di 80 cm a un massimo di 150 cm:il suo compito sarà, infatti, quello di impedire ai due braccioli di accavallarsi. A tale scopo consiglio,nel mio piccolo, di porre i due braccioli ad un distanza minima pari alla somma della loro lunghezza.

I braccioli, lunghi dai 15 ai 60-70 centimetri, saranno realizzati con un filo di sezione variabile tra Ø 0.16 ai Ø 0,40. Infine i collegamenti trave/bracciolo verranno realizzati con degli appositi Join scelti in funzione della turbolenza.

Questa tipologia di trave è molto utilizzato per la cattura di saraghi ed occhiate. In questo caso è utile porre sul bracciolo alto un piccolo flotter.

DLA (doppio long arm): Terminale da bassa turbolenza, dai 2 ai 3 m di lunghezza, con piccolo galleggiante sul bracciolo.

TELEFERICA
TELEFERICA

Teleferica: Prima si lancia il filo con piombo annesso nella zona scelta dopo di chè,  il terminale dell'esca viva viene agganciato sul trave della canna (teleferica). Generalmente, (dico generalmente perché si può utilizzare anche dell’esca morta, ovviamente meno attirante rispetto alla viva) questa tecnica si pratica con l’esca viva preparando un terminale con due o tre ami del tipo circle hook che vanno applicati sulla schiena del pesce-esca, facendo attenzione ad applicare gli ami quanto più superficialmente è possibile, in modo da evitare di far morire il pesce-esca. I pesci che si usano come esca viva sono: cefali, aguglie, anguille, lecce stella, sugarelli, occhiate, mormore, etc. (praticamente tutti i pesci del sottocosta). Le prede insidiabili sono: spigole, serra, lecce amia, ricciole.

 

 

 

 

 

Terminali

Super light a 3 ami
Super light a 3 ami

Il Super light è composto così come si vede in foto ed è un terminale importante soprattutto per l’agonista che mira alla ricerca di piccole prede nel sottoriva. Mai usarlo in condizione di presenza di correnti altrimenti aggroviglieremo tutto.

La Linea longa
La Linea longa

La Linea longa è un terminale che oltre ad essere realizzato cosi come in foto generalmente si realizza utilizzando (per gli agonisti) un mini trave di circa 15-20 cm del 35 o + (visto che lui non "pesca") con piombo anche di 100 gr. Alla microgirella con aggancio rapido, del minitrave, va agganciato il finale cosi costituito: prendete 6 mt. di un buon fluorocarbon anche 0.26, al primo metro si esegue un raddoppio con treccina bloccata da doppio nodo di fermo, goccia di colla, asciugata la colla, microgirella-microperlina questa fissata anch'essa con la colla (questo in un cm.), ad un metro circa da questo snodo ripetere l'operazione creando un altro snodo (microperlina fissata con la colla-microgirella-microperlina fissata con la colla). A capo dei restanti tre metri di finale inserite un grosso flotter ed a circa 15-20 cm l'amo. Per finire legare altri due finalini, di 80 ma anche 40 cm. o 40-80, 50-50- 60- 80 ecc., del 18, anch'essi flotterati, ai 2 snodi precedentemente creati. Spero di essere stato chiaro e credetemi a mare calmo anche a distanze ragguardevoli non esistono pesci di superficie che restistono. Un piccolo trucco, ma importante, è quello della flotterazione differenziata dei tre terminali, flotter piccolo-medio-grande, si pesca all'altezza di 1 mt. a 2 mt ed a 5 mt., o se la profondità della spiaggia risulta inferiore, in superficie.

L’Unotre è composto così come si vede in foto. Lasciato in acqua, recuperato il filo di bando, opereremo dei recuperi molto lenti, ma intervallati e continui, in modo, visto l’estrema vicinanza dei tre ami, da simulare una “mangianza” in movimento. Gli inconvenienti di questo terminale sono quello di non usarlo in presenza di mare formato poiché rischieremo aggrovigliamenti e che in presenza di numerose abboccate di specie di pesci differenti, questo terminale pescherà esclusivamente sul fondo, per cui le specie che non si cibano a fondo non saranno alla nostra portata.

Genovese: il calamento genovese ha due braccioli lunghi collegati direttamente alla lenza madre, mentre il piombo, forato, scorre lungo il trave e non offre alcuna resistenza attiva. Si presta soprattutto quando il mare è calmo o poco mosso, specialmente per la pesca alle orate ma anche per la spigola. Il bracciolo superiore è collegato mediante una giunzione di tipo convenzionale (perlina-girella-perlina) a pochi centimetri dall’attacco con lo shock leader, mentre quello inferiore va fissato sulla girella terminale al di sotto del piombo. Si consiglia ami di tipo Beack e per il bracciolo superiore l’usco di esche come americano o cannolicchio mentre per quello posto in basso l’innesco di murice, granchio, oloturia o bibi.